Il rumore digitale in fotografia

Spesso e volentieri ne sentiamo parlare, così odiato da alcuni puristi del dettaglio e così amato da alcuni fotografi in grado di sfruttarne le potenzialità creative.

Chi ha dimestichezza con la fotografia analogica avrà maggior conoscenza di quello specifico effetto “grana” tipico delle pellicole ad alta sensibilità, che permettevano di portare a casa delle immagini scattate in condizioni di luce scarsa ma che d’altro canto segnavano immancabilmente le stesse con una visibile patina granulosa.

Anche se i motivi che causano questa granulosità sono di diversa natura, l’effetto sulle immagini è comunque molto simile.

Ci soffermeremo comunque sul rumore delle immagini digitali, visto che oramai le nostre affezionate pellicole stanno cadendo nel dimenticatoio lasciando il passo alla tecnologia.

2 Gruppi distinti

  • Rumore di Luminanza
  • Rumore di crominanza
Il rumore di luminanza si manifesta con la presenza di una più o meno ampia granulosità monocromatica, mentre quello di crominanza presenta un insieme di piccoli punti colorati maggiormente evidenti in aree monocromatiche ed uniformi.

Alcuni programmi permettono di ridurre entrambe le tipologie di rumore in maniera distinta per ottenere un maggior controllo sul dettaglio dell’immagine.

Ora il discorso inizia a farsi più tecnico ed interessane……

Cos’è quindi a provocare il nostro odiato rumore?

Mentre in analogico la luce impressionava il negativo agendo a livello chimico, sul nostro apparecchio digitale tutto funziona a livello di movimento di cariche elettriche e quindi tutte le informazioni viaggiano alla velocità….della luce.

Ogni sensore digitale è formato da un insieme di piccolissime lenti elettroniche  che hanno lo scopo di catturare la luce e convertirla in un segnale elettrico. Essendo però tali componenti di dimensioni microscopiche riescono a malapena nello scopo preposto in quanto l’energia convertita (da luminosa ad elettrica) è di bassissima intensità, quasi impercettibile.

A questo scopo l’energia deve essere opportunamente amplificata tramite alcuni componenti elettronici.
Tanto più forte è questa amplificazione tanto più evidente sarà il rumore. Quindi scattando in condizione di luce scarsa il nostro amplificatore dovrà lavorare più duramente per rendere questo segnale visibile ed utilizzabile. Scattando invece in condizione di buona luce ambiente il nostro amplificatore non avrà grossi problemi e lavorerà in maniera più blanda, fornendo immagini meno rumorose.

Da notare comunque che il rumore è  sempre presente tra i nostri pixel, anche in assenza di luce ( e quindi in situazione di riposo) in quanto ogni singolo pixel alimentato produce un “rumore di fondo” solo per il fatto di esistere!!!!

Provate ad accendere il vostro impianto HI-FI per avere un idea del rumore elettrico. Non inserite alcun CD da riprodurre, ma limitatevi ad aumentare il volume del vostro amplificatore. Ad un certo punto vi accorgerete della presenza di un fruscio tanto più forte quanto più in alto sposterete il cursore del volume. Questo è ciò che succede nei sensori delle vostre reflex…rumore, rumore, rumore.

Altro fattore che incide sulla produzione di rumore è la temperatura, quindi ricordate che tanto più tempo la macchina resta accesa tanto più si scalderà il sensore e tanto piùà evidente sarà il rumore (anche a parità di dati di scatto).

Ci sono altri fattori che incidono sulla presenza di rumore ma non vorrei correre il rischio di annoiarvi più di tanto.

Una cosa però va detta ed è importante.

Tutte le case costruttrici stanno percorrendo una pessima strada, quella cioè di illudere che la miglior macchina fotografica sia quella con più megapixel. In realtà questo non è assolutamente vero in quanto tanti più pixel saranno stipati su una stessa area, tanto più piccoli dovranno essere. Questo significa inevitabimente che dimensioni più piccole portano ad una minore efficienza e quindi ad aumento dell’amplificazione e del rumore.
Adottare invece dei pixel più grandi non significa altro che avvantaggiare il rapporto segnale/rumore, con risultati sicuramente migliori. Quindi è meglio concentrare gli sforzi tecnologici in una direzione tale da avere il miglior compromesso tra numero dei pixel e la loro dimensione piuttosto che stipare in maniera indiscriminata pixel su pixel con l’unico scopo di produrre immagini che non migliorano assolutamente.

Secondo voi si vive meglio in una nazione con una densità di 1 abitante per metro quadro o in una nazione con un abitante ogni 100metri quadri?  (forse il paragone sarà banale ma rende bene l’idea). Per quanto deodorante potrà mai spruzzarsi addosso sentiremo sempre la puzza di sudore del nostro vicino…..

Tornando al discorso potremmo comunque stilare un elenco dei motivi che influenzano maggiormente la produzione di rumore:

  • Scattare con sensibilità ISO elevate, in quanto si aumenta l’amplificazione del segnale e quindi il rumore
  • Usare sensori di piccola dimensione (i sensori full-frame sono meno rumorosi a causa della minore densità di pixel/mmq, e maggiore dimensione degli stessi)
  • Utilizzare macchine con molti megapixel (quindi con pixel più piccoli e più rumorosi)
  • L’uso di tempi di posa molto lunghi provoca comparsa di rumore cromatico (dovuto anche al riscaldamento del sensore)
  • Scarsa qualità dei materiali sensibili utilizzati dal produttore
  • La forte compressione del formato jpg è direttamente responsabile dell’aumento di rumore, quindi se possibile, scattate in RAW.

Software

Da ricordare che esistono alcuni plugin per photoshop, così come per tanti altri programmi di ritocco, in grado di ridurre il rumore delle vostre immagini. Uno tra i più conosciuti è Neat Image, in grado di offrire risultati davvero sorprendenti.
Io lo uso sui casi più disperati con buoni risultati. http://www.neatimage.com/

in questi riquadri un esempio del risultato ottenuto con NeatImage su di una porzione di fotogramma esposta a 1600ISO su Canon EOS 50D (crop al 1000%)

A) crop immagine originale senza filtro rumore

B) stessa immagine con filtraggio
Spero di non avervi annoiato, io ce l’ho messa tutta cercando di affrontare il discorso in maniera poco tecnica. Se avete altro da chiarire, nei limiti delle mie possibiltà e delle mie conoscenze, sarò sempre disponibile nel rispondere ai vostri quesiti.
Scritto da: Massimo Losacco

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